Separazione: come dirlo ai figli
Quando una coppia si separa, in genere, si ritrova a dover affrontare un periodo di forte stress e di profonda confusione legata alla necessità di dover rielaborare l’immagine che si era costruita di sé nel tempo e di doversi adattare ad una nuova condizione di vita.
Questa fase è caratterizzata dalla presenza di emozioni variegate e spesso contrastanti, quali la rabbia, la delusione, la tristezza, il senso di colpa, la paura e il disorientamento, che se non riconosciute ed elaborate in modo adeguato complicano il quadro delle dinamiche relazionali tra gli ex partner, rendendo particolarmente problematica la gestione dei cambiamenti inevitabilmente legati alla separazione.
La situazione si fa più complessa quando in famiglia sono presenti dei figli; i genitori si mostrano particolarmente ansiosi all’ idea di dover comunicare ai propri figli la decisione di separarsi, soprattutto temono di non riuscire a farlo nel modo appropriato e di provocare nei bambini un trauma.
La notizia della separazione dei genitori ha inevitabilmente un impatto emotivo sui figli e richiede tempo per essere assorbita e metabolizzata. Ci si chiede cosa, come e quando dirlo e se sia il caso di comunicare tale decisione insieme o separatamente. Talvolta poi, anche su questi aspetti si manifesta un disaccordo perché tendenzialmente il genitore più favorevole alla separazione preme maggiormente per mettere a conoscenza i figli della decisione presa, mentre l’altro cerca di temporeggiare, aggrappandosi alla speranza di un ripensamento.
La preoccupazione di non essere in grado di gestire le reazioni dei bambini e il desiderio di evitare loro disagi induce i genitori a procrastinare il momento della “rivelazione” o a raccontarne versioni ambigue e lacunose, senza considerare che i bambini hanno la capacità di coglierne le discrepanze e le incoerenze, col rischio di aumentare il loro disorientamento e portarli a darsi delle spiegazioni “arbitrarie”, nelle quali si attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto, aumentando così la loro angoscia e i loro timori.
È molto importante che i genitori siano innanzitutto in grado di riconoscere i dubbi e i timori dei figli, in particolare legati all’incertezza per la nuova condizione e al non sapere come cambieranno le cose, che sappiano ascoltare le loro domande e fornire le giuste risposte, comprendendo le emozioni espresse anche sul piano non verbale, attraverso i loro comportamenti e i loro capricci.
L’obiettivo prioritario deve essere la chiarezza; pertanto, è opportuno che i genitori si accordino precedentemente su quanto dire, in modo da fornire una versione coerente e condivisa, sottolineando l’assoluta estraneità dei figli nella loro decisione di separarsi e rassicurandoli che l’amore nei loro confronti rimarrà immutato.
È altresì importante che i bambini percepiscano un senso di sicurezza rispetto alla nuova condizione di vita che si andrà a creare: nella routine i bambini si sentono più tranquilli e, in momenti di agitazione, orari costanti e abitudini regolari rappresentano dei punti di riferimento saldi che garantiscono stabilità e continuità. Mostrare la casa dove il genitore andrà a vivere e invitare i figli a lasciare alcuni dei loro giochi o degli oggetti a cui sono legati può essere di aiuto per favorire un lento e graduale adattamento al nuovo ambiente.
Non c’è un’età migliore di un’altra per affrontare una separazione perchè ogni fase evolutiva è caratterizzata da esigenze diverse e da diversi livelli di elaborazione e presenta criticità e difficoltà peculiari; tutto dipende da come e quanto i genitori sapranno accogliere e gestire le ansie e i timori dei figli, senza lasciarsi manipolare o cedere ai loro ricatti come una forma di espiazione del senso di colpa nei loro confronti, ma mantenendo un atteggiamento fermo e saldo che dia loro la percezione di stabilità e di protezione.

