Non vedo, non sento, non parlo: difficoltà di comunicazione all’interno della coppia
Molto spesso le coppie richiedono una terapia a causa di problemi di comunicazione nel loro rapporto, problemi che spesso generano malintesi, conflitti ed un conseguente e progressivo allontanamento reciproco.
A volte capita che un partner, dopo svariati tentativi, ritenga che ormai sia inutile e superfluo continuare a cercare un confronto e si allontani gradualmente, iniziando a costruirsi un suo spazio personale che estromette sempre di più l’altro, facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze, sulle proprie risorse, provando verso il partner ormai solamente delusione, in quanto non riesce più a comprendere i suoi bisogni. Ognuno dei due si costruisce un mondo separato, ma ancora ufficialmente “condiviso”, senza più, tuttavia, interagire in modo autentico e sincero.
Generalmente, all’inizio della relazione, ovvero nella fase “incantata” dell’innamoramento, ognuno sembra particolarmente disposto ed entusiasta a parlare e ad ascoltare, a farsi conoscere e a voler conoscere l’altro e la coppia è proiettata a costruire con impegno la dimensione del “noi”. Col trascorrere del tempo, tuttavia, questo spazio si riduce progressivamente a vantaggio di impegni ed incombenze esterne ritenute in apparenza più importanti; la comunicazione si fa più essenziale e sempre meno centrata sul “noi”, sui vissuti reciproci, sugli stati d’animo, sui desideri rispettivi.
Molte coppie restano imprigionate in questo silenzio per molti anni, al punto che ognuno dei due cresce e matura solo e separato dall’altro, per riscoprirsi sempre più diverso e distante dalla persona che era all’ inizio della relazione e dall’idea che aveva del partner, dalle aspettative e dalle speranze che alimentavano il desiderio di intraprendere un percorso di vita insieme e perseguire un progetto comune.
I pensieri evolvono, le esigenze mutano, la visione della vita si trasforma, ma la persona accanto non sembra più esserne a conoscenza.
Spesso ciò accade proprio perchè non c’è più uno momento di condivisione in cui comunicare questi cambiamenti e comprendere quello che l’altro cerca di trasmetterci.
Si pretende o si da per scontato che chi ci sta vicino debba sapere come comportarsi per farci stare bene, oppure si può commettere l’errore di pensare che non ci sia bisogno di comunicare i nostri pensieri, tanto il partner dovrebbe comprenderli anche senza la necessità da parte nostra di doverli esprimere.
Quando ci si rende conto che ciò in cui si credeva non accade e che le nostre esigenze non vengono capite, allora subentra un profondo senso di rabbia, di frustrazione e delusione perché si realizza dolorosamente che il partner non ci conosce come noi vorremmo e che noi stessi non conosciamo abbastanza la persona che abbiamo vicino.
Pertanto, una comunicazione realmente efficace all’interno di una relazione di coppia dovrebbe possedere due componenti fondamentali:
1) la capacità di esprimere le proprie emozioni, le esigenze personali e quelle di coppia, in modo comprensibile per l’altro, sia a livello verbale che non verbale, attraverso comportamenti e gesti significativi, chiari ed eloquenti;
2) la capacità di comprendere i bisogni e le emozioni del partner, attraverso un atteggiamento di ascolto ed osservazione reale e privo di pregiudizi che ostacolino la sincera accettazione di come l’altro è.
Comunicare in modo sano e funzionale non è semplice, richiede cura ed impegno, una costante attenzione reciproca centrata sul rapporto e la disponibilità da parte di entrambi di dedicare il proprio tempo al “NOI”; il silenzio, il far finta di niente o procrastinare un confronto con la speranza che le cose si sistemino da sole sono soluzioni che possono diventare negli anni deleterie, portando progressivamente la relazione a sgretolarsi, fino ad un punto di non ritorno.
Dr.ssa Nadia Mortara
“La relazione di coppia è come un giardino: per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente.” (cit.)


La mia è una storia che ritengo comune a molti altri, circa un anno fa mio marito ha avuto una sbandata x una collega di lavoro più giovane di 15 anni. Dopo una terapia di coppia abbiamo deciso di riprovarci anche per i figli. Se devo essere sincera non sarei rimasta con mio marito ma sono stata costretta dalla situazione. Io amo mio marito ma non riesco a perdonarlo soprattutto per tutte le bugie che mi ha raccontato e che continua a dire nonostante lui dica che sono io che fraintendo tutto. Lui cerca di essere molto affettuoso nei miei confronti, mi coccola, secondo me è tutta scena per tenermi buona, lo trovo falso e da un lato mi fa anche pena, soprattuttose penso che stava rovinando una famiglia x una….avventura!!