



stare al buio, per illuminarsi
bisogna perdersi, per ritrovarsi

dalla qualità dei tuoi pensieri
la tua felicità dipende
l’ansia è uno stato emotivo e fisiologico “normale” che ci permette di attivarci e reagire di fronte ad alcune situazioni. Quando però assume una dimensione sproporzionata rispetto all’evento che la genera, ci rende la vita quotidiana difficile e condiziona in modo eccessivo le nostre capacità di attenzione, concentrazione e pensiero, creando una continua tensione che si manifesta oltre che sul piano emotivo, anche su quello somatico, con disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali e dell’apparato scheletrico e muscolare. Comprendere le cause e il funzionamento alla base di questi disturbi è fondamentale per attivare delle strategie efficaci per gestirli e debellarli.
a chi non capita di essere tristi? Quando “le cose vanno male” e attraversiamo momenti difficili ed emotivamente complicati ci rattristiamo, è normale. Quando però la tristezza diventa uno stato emotivo persistente che occupa gran parte della nostra giornata e si accompagna ad una serie di sintomi che compromettono in modo più o meno grave la qualità della nostra vita allora diventa patologica. Le sindromi depressive sono disturbi del tono dell’umore, caratterizzate dalla perdita di piacere e interesse per ogni attività, dalla scarsa energia, facile affaticabilità, da sentimenti di infelicità, di disperazione, di colpa, di autoaccusa, dal calo e/o perdita dell' autostima e da una visione pessimistica del mondo. È importante sapere che la depressione è un disagio che colpisce tutte le fasi della vita, dall’infanzia alla vecchiaia e che può e deve essere trattato per ritrovare un meritato stato di benessere psicologico.
La fobia è una paura eccessiva, persistente e irragionevoleverso un oggettoo una situazionepresente o attesa. Chi ne soffre evita l'oggetto della propria fobia o lo sopporta con intensa ansia o disagio. Le fobie sono numerose e differenti: fobie di esseri viventi ( ad esempio uccelli, serpenti, insetti, cani, topi), fobie di oggetti (forbici, coltelli, vetri ecc,), fobie di situazioni (volare, altezze, spazi chiusi o viceversa aperti, temporali ecc.), fobie sociali (quelle situazioni in cui la persona è esposta al giudizio degli altrie temedi sbagliare o comportarsi in modoimbarazzante). La paura, riconosciuta dalla stessa persona che ne soffre come illogica, può esserea volte così pervasiva e temibile da determinare un 'ansia molto intensa durante l'esposizione allo stimolo fobico, in grado a volte di scatenare crisi con correlati somatici. Evitando lo stimolo la persona prova sollievo per lo scampato pericolo, ma non fa altro che confermare la propria paura, perpetuando in questo modo la fobia stessa e rimanendone intrappolato.
Chi soffre di un disturbo ossessivo è perseguitato da pensieri, impulsi o immagini ricorrenti, che avverte come intrusivi, inappropriati e in contrasto con la propria volontà. Si tratta di pensieri che non sono da confondere con semplici preoccupazioni per problemi della vita reale. Le ossessioni possono essere le più variee scatenano una strenualotta interiore finalizzata a combatterle, reprimerle, scacciarle, allontanarle,renderle inoffensive, che la persona attuaattraverso pensierio azioni: le compulsioni, che diventano rituali applicati in modo rigido, ad esempio riguardo alla pulizia, al controllo, all’accumulo e possono essere anche di tipo mentale come contare, pregare, recitare le stesse formule e così via. Queste, anche se riconosciute dall’individuo come eccessive o irragionevoli, sono comunque messe in atto in modo coatto nel tentativo di controllare o annullare le ossessioni, che tuttavia continuano a ripresentarsi. ll tentativo di controllo, in effetti, non fa altro che alimentare il circolo vizioso ossessivo. La persona si trova così in una condizione estremamente spiacevole e di intenso disagio, che causa spreco di tempo, di energie e interferisce con le sue attività lavorative e sociali.
Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare sono nettamente aumentati, in particolare nel mondo occidentale, dove l’ideale di magrezza e di linea perfetta è sempre più diffuso. Questi disturbi (Anoressia, Bulimia, Binge eater disorder) sono patologie caratterizzate da un’alterazione dei comportamenti legati alle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo.
Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile.Le sensazioni di fame, appetito e sazietà risultano completamente distorte ed il pensiero del cibo (e delle calorie che contiene) domina l’intera giornata al punto da avere ripercussioni anche sulla vita relazionale del soggetto, che arriva ad isolarsi gradualmente dalla cerchia di amici e conoscenti.
Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona; sembra che tutto ruoti attorno al cibo e alla paura di ingrassare.
La percezione del proprio corpo è falsata ed il benessere e la soddisfazione personale finiscono per dipendere esclusivamente dalla bilancia. L’atto del mangiare viene vissuto come fallimento, anche se talvolta la fame è tale da costringere il soggetto a “capitolare”, abbuffandosi in modo incontrollato. Questo comportamento induce però gravi sensi di colpa che lo spingono a liberarsi immediatamente del cibo appena ingerito.
Ansie, sensi di colpa e speranze finiscono per riempire la vita di ogni giorno, dando inizio ad un circolo vizioso e pericoloso per la salute del soggetto.
l’amore rappresenta un bisogno profondo e naturale di ogni essere umano: tutti noi abbiamo la necessità di amare ed essere amati. Quando però l’amore diventa un legame che stringe, che imprigiona fino a trasformarsi in una dolorosa ossessione, in uno stato di schiavitù psicologica nei confronti dell’altro, in una forma di negazione di sè e della propria libertà, allora diventa malato. La dipendenza affettiva è un disagio psicologico da non sottovalutareperchè può vivere nascosto nell’ombra anche per l’intera vita di una persona, ponendosi tuttavia come la radice di una costante sofferenza e alimentando spesso altre gravi problematiche psicologiche, fisiche e relazionali. Un percorso di psicoterapia costituisce un valido aiuto per ristabilire i confini all’interno della relazione, per aiutare a comprendere che amare in modo sano richiede un giusto equilibrio tra il dare ed il ricevere, per riconquistare la propria libertà personale e acquisire consapevolezza del proprio valore, ritornando a volersi bene indipendentemente dall’altro.
tutti noi intrecciamo relazioni interpersonali all’interno di diversi contesti: la coppia, la famiglia, il lavoro e gli amici, che se vissute in modo armonico ci procurano benessere psicologico; talvolta però, accade che a causa di fattori di natura diversa queste relazioni diventino rigide ed impermeabili a quei cambiamenti necessari che ne consentono la normale evoluzione, provocando disagio e sofferenza.
Il concetto di relazione rimanda a quello di comunicazione, quindi, generalmente possiamo affermare che i problemi relazionali riguardano anche il comunicare.
Tutto ciò che accade nei rapporti con gli altri viene regolato dalla comunicazione: la qualità delle relazioni dipende, infatti, dalla capacità reciproca di comunicare efficacemente all’altro le nostre intenzioni ed emozioni e di comprendere le sue. Solo attraverso questo scambio le persone coinvolte in un rapporto possono sentirsi riconosciute e allo stesso tempo riconoscere l’importanza dell’altro.
Spesso le relazioni diventano distruttive e conflittuali proprio a causa della presenza di modalità espressive (verbali e non verbali) rigide ed inadeguate.
La psicoterapia permette di individuare quali sono gli schemi comunicativi che causano il disagio all’interno dei rapporti e sperimentare modelli relazionali più positivi e funzionali.
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