Psicoterapia:quanto tempo serve?
Durante i percorsi di psicoterapia nascono molti momenti di riflessione e molte domande.
Le più frequenti riguardano il perché magari ci si è comportati in un certo modo o si sono portate avanti situazioni negative fino alla sfinimento, senza riuscire a chiudere prima.
Un’altra domanda che spesso le persone si pongono è questa : “Perché ci metto così tanto a superare questo momento difficile?”Perché non riesco a chiudere definitivamente quella porta? Perchè a distanza di mesi soffro ancora per quella persona o per quella situazione?”.
Nel mondo in cui viviamo tutto scorre veloce, e anche le soluzioni ai problemi che incontriamo devono essere subito pronte per l’uso.
Ma l’anima non funziona così.
Il nostro mondo interiore ha tempi ben diversi da quelli che scandiscono il funzionamento di quello accade fuori.
Non contano i giorni, i mesi , gli anni, e i processi di elaborazione non vanno accelerati, né tantomeno forzati.
Qualsiasi esperienza dolorosa che viviamo, per essere superata davvero, deve essere rielaborata, cioè compresa, riletta, investita di un nuovo significato e ricollocata adeguatamente dentro di noi.
E l’elaborazione interiore dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni e dei nostri pensieri richiede tempo, molto tempo.
Riparare e sistemare i pezzi di noi che si sono frantumati e si sono scollati è un processo difficile, doloroso e faticoso, e non possiamo aspettarci di risolverlo in modo veloce e indolore.
Più una persona, un’emozione, una relazione, una situazione sono radicate dentro di noi, più tempo e fatica sono necessari per trovarle una nuova sistemazione nella nostra testa e nel nostro cuore.
Rielaborare, infatti, non significa né dimenticare né cancellare, ma dare un significato diverso a ciò che abbiamo vissuto, fare la pace, conviverci in modo sufficientemente sereno.
Per arrivare a questo traguardo la strada da fare è lunga, tortuosa , dissestata.
Ci sono momenti in cui si procede più velocemente e momenti in cui si inciampa e si cade; pazienza, ci si rialza e si va avanti.
Le separazioni, i lutti, i distacchi, le delusioni fanno male e confrontarci con le emozioni negative che provocano è fastidioso e difficile, ma per quanto le evitiamo o le neghiamo quelle stanno lì e chiedono una sistemazione.
E’ un po’ come riordinare una casa: se lo vogliamo fare bene abbiamo bisogno di farlo senza fretta, perché le cose non si possono sistemare a caso, bisogna trovare loro un posto preciso.
Ognuno di noi per far questo ci mette il tempo necessario, cioè il suo.
E’ giusto e sano prendersi il proprio tempo, ma attenzione, perchè allo stesso tempo questo prendersi tempo non deve diventare un espediente per costruirsi una prigione e crogiolarsi inutilmente nel dolore..
Perciò, per ritornare alla domanda iniziale: quanto tempo occorre per andare avanti?
Quello che serve.
Dr.ssa Nadia

