La mania dell’ordine e della pulizia.
La mania dell’ordine e della pulizia è una forma d’ansia molto diffusa.
Vivere in un ambiente ordinato e pulito è un’esigenza normale e indica una condizione di equilibrio interiore, ma quando questo bisogno si trasforma in un’ossessione che interferisce con la normale routine, impedisce di vivere la vita quotidiana e condiziona lo stato emotivo, allora diventa un problema.
Quando, cioè, non si può fare a meno di mettere a posto, quando non si riesce a smettere, quando non si riesce ad andare a dormire se tutto non è pulito e in ordine, quando un po’ di disordine può rovinare la giornata creando una sgradevole sensazione di “disagio” ed “incompiutezza”, allora significa che si è superato il limite.
Se non si controlla tutto, se non si riordina tutto ci si sente male; ma questi “rituali” di controllo messi in atto per debellare l’ansia che il disordine genera garantiscono solo in apparenza una condizione di serenità e sicurezza, perché più si controlla, più l’ansia si autoalimenta in un circolo vizioso, che spinge a controllare ancora e ancora.
Ma in cosa consiste questo bisogno ossessivo di ordine? Si tratta di una forma d’ansia acuta che riflette il bisogno di controllo e un distorto desiderio di pulizia mentale.
Per analogia, infatti, l’ordine (ad esempio della casa) rispecchia la necessità di un ordine morale, un senso di “pulizia interiore”, un tentativo di sistemare ciò che invece dentro, dal punto di vista emotivo, si avverte come caotico e insensato, di gestire insicurezze radicate.
Attraverso le azioni di controllo la persona sta tenendo a bada qualcosa e allo stesso tempo sta cercando di mantenere il suo equilibrio, disperdendo però una grandissima quantità di energia e pagando un prezzo altissimo: la mancanza di libertà nel vivere il proprio tempo e l’impossibilità di lasciarsi andare pienamente al relax, alle emozioni, ai cambiamenti.
Cosa si può fare per liberarsi dall’ansia dell’ordine?
Innanzitutto la guarigione inizia quando si riconosce di avere un problema.
Molto spesso infatti le persone affette da questo disturbo non ne sono consapevoli, o lo considerano come un atteggiamento normale e assolutamente gestibile. Rendersi conto del peso che rappresenta e di quanto renda incapaci di avere una vita normale e serena è necessario per poterlo affrontare.
E’ importante modificare le convinzioni distorte relative al concetto che si ha di sé stessi, slegandolo dalla ricerca della perfezione come condizione essenziale della propria autostima.
Bisogna imparare ad ammettere che non si è perfetti, che si può sbagliare e che anzi, si deve sbagliare, e a riconoscere di avere dei limiti.
Accettare che non si può fare tutto, che non si può controllare tutto, che non si può gestire tutto e che questo non toglie assolutamente nulla al proprio valore personale.
Coltivare le proprie inclinazioni, che spesso vengono messe da parte in nome del senso del “dovere”, e fare qualcosa di diverso che permetta di uscire dai soliti schemi mentali di ordine e controllo.
Riconnotare l’imperfezione, intendendola non più come qualcosa di negativo o sbagliato, ma come una condizione che consente di vivere più liberi e slegarsi dalle eccessive aspettative, le proprie e quelle degli altri.
