Imparare ad aspettare: il bruco e la farfalla
“Un bruco stava faticando per uscire dal suo bozzolo come farfalla.
Un uomo osservò la scena e gli parve che tale ultima trasformazione risultasse alquanto dolorosa per l’insetto.
Decise quindi di aiutare la farfalla affrettando il processo. Cominciò così ad alitarle dolcemente sopra.
Il processo effettivamente si accelerò, ma le piccole ali della farfalla rimasero per sempre atrofizzate.”
(Anonimo)
Se osservassimo e riflettessimo più attentamente sui processi che avvengono in Natura, ne potremmo trarre preziosi ed importanti insegnamenti.
La Natura, infatti, sa che ogni processo, affinchè si possa compiere adeguatamente, richiede il suo tempo, cioè, un tempo che non deve essere forzato in nessun modo.
Questo principio fondamentale vale anche per noi.
Quando ci ammaliamo, quando proviamo un forte dolore, sia esso del corpo o dell’anima, dobbiamo darci il tempo necessario per guarire, e il tempo necessario è quello che serve.
Se velocizziamo questo processo la nostra non sarà una vera guarigione, ci sembrerà di essere guariti e di stare bene, ma la ferita si riaprirà al primo stimolo che “urterà” contro di essa.
Il dolore fa male e vorremmo tutti che se ne andasse velocemente, ma nella sofferenza che il dolore procura c’è anche una parte che contiene il germoglio della sua stessa cura.
Il dolore, se lo viviamo e lo affrontiamo dandogli il giusto tempo, può insegnarci molte cose, che si riveleranno una potente medicina per le “malattie” future.
Concludo con una frase di un uomo dotato di grandissimo buon senso, non un filosofo, non uno psicologo, ma mio padre, che molto saggiamente mi ha sempre ripetuto fin da quando ero bambina:
“Non forzare le cose, lascia fare al Tempo quel che deve fare”.
Buona giornata.
Dr.ssa Nadia

