L’Aiutomania: quando aiutare diventa una necessità.
Stamattina ho letto un articolo interessante sull’ Aiutomania, rispetto al quale ho fatto alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.
L’ Aiutomania è la tendenza patologica ad aiutare gli altri, anche quando gli altri, sebbene in difficoltà, non ce lo richiedano.
Aiutare gli altri è la cosa più difficile, importante e pericolosa che esista. Esatto, pericolosa, perché quando si aiuta una persona si interviene nella sua vita, si cambia e si condiziona il suo percorso, e per questo è necessario che chi presta aiuto sia lucido e abbia un solido senso di responsabilità, verso se stesso e verso l’altro.
Infatti, se non si è saldi e capaci di farlo, si rischia di lasciarsi coinvolgere eccessivamente nella relazione, di venirne “inglobati” e contaminati, con conseguenze imprevedibili e catastrofiche sia sulla salute di chi è coinvolto che su quello della relazione stessa, creando vissuti di frustrazione e di colpa che l’avvelenano, e in casi estremi, la distruggono. (Ad esempio, quando aiutiamo chi non ce lo chiede e ci arrabbiamo se non ci viene mostrata gratitudine).
Dobbiamo riflettere sul significato delle nostre azioni e sulle motivazioni che le dirigono.
Prima di tutto, importantissimo, non si può aiutare nessuno se prima non si è in grado di aiutare se stessi. Se non si compie questo passaggio, aiutare l’altro può diventare un modo inconsapevole per riparare le proprie proiezioni, che il più delle volte non corrispondono realmente ai bisogni e ai problemi dell’altro.
Paradossalmente, infatti, l’aiuto può essere una forma di egoismo travestita da altruismo, quando risponde esclusivamente al soddisfacimento dei propri bisogni narcisistici, quando l’altro diventa solo un mezzo per nutrire il proprio Ego e alimentare un celato delirio di onnipotenza.
Se l’aiuto viene prestato con questa attitudine, non vediamo più chi abbiamo davanti, ma il riflesso di noi stessi, e allora l’aiuto diventa un atto pericoloso e controproducente.
Aiutare è importantissimo. Tutti abbiamo bisogno di aiutare ed essere aiutati, ma bisogna farlo nel modo giusto, partendo da una chiara consapevolezza e da una reale comprensione dei bisogni dell’altro, della sua natura e di quella della sua richiesta di aiuto, che dovrebbe venire esplicitata, onde causare fraintendimenti rischiosi.
Ma soprattutto, aiutare efficacemente qualcuno significa avere la capacità fondamentale di vedere nell’altro l’altro, e non noi stessi.
(O meglio, non solo noi stessi).
Buona domenica.
Dr.ssa Nadia Mortara
