Le relazioni pericolose: come salvarsi dagli abusi emotivi.
Quali sono le relazioni pericolose?
Le relazioni pericolose sono quelle che ti portano a sperimentare condizioni di malessere e disagio, quelle in cui hai la sensazione di vivere in una prigione dalla quale non riesci a liberarti.
Sono quei legami distruttivi, devastanti, totalizzanti, in cui perdi di vista chi sei e cosa vuoi, e ti adatti all’altro, senza spesso nemmeno rendertene conto.
Sono quei rapporti caratterizzati da un forte squilibrio tra chi da e chi riceve, dove chi riceve chiede sempre di più, e chi da continua a dare incessantemente, perché percepisce di non dare mai abbastanza, fino a sentirsi svuotato e prosciugato di tutta la sua energia e la sua forza.
Le relazioni pericolose sono quelle all’interno delle quali vengono agiti gli “abusi emotivi”.
L’abuso emotivo può avere diverse forme e una diversa portata, a seconda delle persone che lo agiscono e lo subiscono, ma costituisce SEMPRE una violazione grave dei diritti della persona, un’invasione del suo spazio vitale, costituendo, quindi, un potenziale pericolo.
E’ fondamentale imparare a riconoscere ciò che all’interno di una relazione può rappresentare un abuso: se si individuano alcuni di questi comportamenti ed atteggiamenti è assolutamente necessario attivare il “sistema d’allerta”, fermarsi, e se opportuno allontanarsi, perché si rischia di rimanere invischiati in una relazione pericolosa. Tra gli abusi emotivi rientrano:
- Umiliazioni, disconferme e criticismo: se ti senti costantemente svalutato, giudicato o ti senti ripetere che non sei all’altezza;
- Dominazione, controllo e vergogna: ti trattano come un bambino, e senti la necessità di chiedere “il permesso”, anche per delle attività semplici;
- Negazione e richieste irragionevoli: l’altra persona non accetta colpe o non si scusa, nega o mistifica sempre i fatti;
- Isolamento e abbandono: sei soggetto al “trattamento del silenzio” e ti vengono negati affetto e attenzioni come punizione.
- Co-dipendenza: i tuoi confini sono costantemente violati, e l’altra persona si affida a te come suo unico supporto emotivo.
- Disconferme, ovvero quel lento processo che arriva a farti dubitare della tua stessa sanità e della tua capacità di valutare la realtà. È una forma molto sottile di abuso emotivo, ma può avere conseguenze disastrose, e portarti realmente a perdere la lucidità e la visione realistica della situazione. La disconferma ti spinge a dubitare sempre di te stesso, a non fidarti più di ciò che senti e vedi, a chiedere sempre scusa, anche per cose insignificanti, anche se non hai fatto nulla di sbagliato. Ti rende incapace di prendere decisioni, e ti mette nella condizione di dipendere sempre dal punto di vista dell’altro.
Se avverti questo tipo di sensazioni, probabilmente sei vittima di un abuso emotivo, ed è necessario che tu riprenda il controllo di te stesso e della tua vita, comprendendo, innanzitutto, che una relazione sana è quella che promuove il tuo diritto di avere opinioni e sentimenti, che non annulla ciò che sei, non ti isola, non ti svaluta, non ti distrugge, ma ti incoraggia a coltivare anche la tua individualità, ti fa sperimentare sensazioni di benessere e riconosce il tuo valore.
Allo stesso tempo, è fondamentale riconoscere e delimitare i tuoi confini personali, che sono i limiti che definiscono dove inizia e finisce il tuo spazio fisico, emotivo e mentale. Questi limiti sono flessibili e allargabili, a secondo del tipo di relazione che vuoi stabilire con gli altri e della situazione in cui ti trovi. Non sono muri per chiudere gli altri fuori, ma per evitare che questi mettano in atto comportamenti per te inaccettabili. Lo scopo di questi confini è di proteggerti, definire chi sei, e aiutarti a mantenere il tuo senso di Sé. Chi non riesce a tenere fuori dalla linea di confine un’altra persona, finisce per imbattersi in soggetti che lo vittimizzano o lo controllano. Spesso, infatti, per paura di far arrabbiare l’altro o per quieto vivere, alcune persone non esercitano il loro diritto di essere rispettate, e autorizzano l’altro ad invadere il loro spazio, a manipolarle o a costringerle a fare qualcosa contro la loro volontà, fino ad arrivare nella peggiore delle ipotesi a subire violenza verbale o fisica.
E’ importante definire i confini e farsi rispettare in qualsiasi relazione, per non creare né dipendenza né troppa distanza, ma un equilibrio funzionale e dinamico.
Stabilire dei confini ci aiuta a riconoscere di chi fidarci, a definire ciò che vogliamo, ciò che permettiamo agli altri di dirci e di farci, e a non diventare il bersaglio e le vittime di abusi emotivi.
Se sentiamo che qualcuno invade i nostri confini, è importante che lo mettiamo in chiaro e glielo comunichiamo, perché se non lo facciamo lo autorizziamo a continuare a trattarci come meglio crede.
Rafforzare i nostri confini è una misura indispensabile per prevenire il rischio di restare intrappolati in relazioni pericolose: se abbiamo chiaro chi siamo, se riconosciamo il nostro valore, se sappiamo distinguere tra ciò che ci fa bene e ciò che ci può distruggere, non consegniamo il nostro potere personale in mano all’altro.
E se l’altro non capisce e continua ad abusarci emotivamente? Resta una sola cosa da fare: allontanarci e mantenere le distanze.
Dr.ssa Nadia Mortara
Psicologa psicoterapeuta
