“Come faccio a dire di no?”
“No” è una parola brevissima, eppure tra le più difficili da dire.
L’incapacità di dire “no” nasconde sempre motivazioni più profonde. C’è chi non riesce per paura di offendere, chi per paura di non venire accettato, chi perché semplicemente pensa di non avere il diritto di dissentire.
Imparare a dire “no” non solo è importante, ma necessario per il nostro benessere psicologico ed emotivo perché se diciamo “sì” quando in realtà vorremmo dire “no” facciamo del male a noi stessi, ci costringiamo ad accettare persone e situazioni che ci creano disagio, perdiamo di vista i nostri obiettivi, ci mettiamo in secondo piano rispetto ai bisogni e ai desideri degli altri.
Spesso il problema sta nel non sapere in che modo dire “no”. Come dirlo?
Ecco alcune tecniche efficaci:
- Tecnica del disco rotto > da utilizzare con interlocutori insistenti, che non accettano risposte negative. La classica situazione in cui può venire utilizzata questa tecnica è quella della proposta commerciale telefonica. Consiste semplicemente nel continuare a ribadire “no” a qualsiasi tentativo persuasivo ed insistente dell’altro, senza dargli spiegazioni e motivazioni del nostro rifiuto.
- Tecnica a sandwich > da utilizzare con persone con le quali intercorrono rapporti formali o che potrebbero risentire negativamente di un nostro rifiuto. Consiste nel collocare il “no” fra 2 frasi positive. Es. “grazie per l’invito, purtroppo sono impegnata e non riesco a venire, ma so che mi sarei divertita tantissimo!”
- Tecnica del sandwich inverso > consiste nell’ esordire con un “no” deciso, a cui far seguire un commento positivo intermedio per addolcire l’amara pillola, concludendo con un rifiuto finale per non lasciare dubbi sulle nostre intenzioni. Es. “No, mi spiace, mi piacerebbe tanto venire, ma temo proprio di non farcela”
- Tecnica del “no, ma…” > consiste nel proporre un’alternativa come mezzo efficace per rifiutare una proposta o un’idea verso la quale proviamo dubbi ed incertezze. Es. nel caso di un invito che non ci sentiamo di accettare in quel momento possiamo rispondere “no, grazie, ma possiamo trovarci la settimana prossima”
- Tecnica del “no divertito” > utile in situazioni imbarazzanti, consiste nel dire “no”, sfoderando un bel sorriso disinvolto. L’effetto sortito è un rifiuto che sembra un assenso perché a livello non verbale il sorriso, che comunica accettazione, contraddice il dissenso espresso a livello verbale.
Infine non dimentichiamo alcuni principi fondamentali:
- Abbiamo diritto a dire di no
- Contraddire non è maleducazione
- Se impariamo a dire di no a ciò che non vogliamo aumentiamo la nostra autostima
- Non siamo obbligati a dire di sì se vogliamo dire di no
- Chi ci rispetta e ci stima sa accettare un nostro rifiuto e se non lo fa è un problema suo, non nostro.
Ora non ci resta altro che esercitarci quotidianamente, sperimentando le varie tecniche per individuare quella che ci è più congeniale….
Buon esercizio!!

