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	<title> &#187; genitori</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>Ciò che conta per un bambino&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 06:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mi sono imbattuta in questo breve testo che rappresenta un&#8217;interessante riflessione su ciò che è importante per un bambino.. Buona lettura! “Un bambino risponde &#8220;grazie&#8221; perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo. Un bambino si...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono imbattuta in questo breve testo che rappresenta un&#8217;interessante riflessione su ciò che è importante per un bambino.. Buona lettura!</p>
<p>“Un bambino risponde &#8220;grazie&#8221; perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo. Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te. Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura. Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è &#8220;aiutami a fare da solo&#8221;. Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele, purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l&#8217;importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà. Un bambino non apre un libro perché riceve un&#8217;imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la letteratura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell&#8217;oggetto che voi tenete sempre in mano con quell&#8217;aria soddisfatta. Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu. Un bambino ha fiducia nell&#8217;amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L&#8217;ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti. &#8220;Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così&#8221; è una frase da non dire mai. Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura. Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve, sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto. Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l&#8217;azzurro e il giallo, non è malvestito ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti. Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un &#8220;questo non lo so&#8221; se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po&#8217; ridicola. Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte. Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere. Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua. Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre non un&#8217;amica. &#8221;</p>
<p>(Anonimo)</p>
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		<title>La gelosia tra fratelli: come intervenire?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 16:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Genitorialità adottiva]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando arriva un fratellino il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito con il nuovo arrivato, generando, comprensibilmente, rivalità nei confronti di quest’ultimo. La gelosia, reazione assolutamente normale, è motivata dalla paura di perdere l’amore e le attenzioni dei genitori c...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando arriva un fratellino il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito con il nuovo arrivato, generando, comprensibilmente, rivalità nei confronti di quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">La gelosia, reazione assolutamente normale, è motivata dalla paura di perdere l’amore e le attenzioni dei genitori che fino a quel momento erano destinate esclusivamente a lui.  Ciò che egli pensa si può riassumere in questo modo: “se la mamma e il papà mi amano così tanto perché vogliono un altro bambino?”. Se proviamo a metterci nei panni di un bambino che fino a quel momento è stato l’unico ed indiscusso “principino” della casa, riusciremo a capire cosa significhi per lui dover cedere lo “scettro” e dividere attenzioni, amore e privilegi.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, se ci pensiamo, queste paure ed insicurezze non sono relegate esclusivamente all’infanzia: anche nell’adolescenza, e perfino in età adulta, la gelosia è sempre espressione della paura di non essere all’altezza di qualcun altro, del terrore di essere rimpiazzati o messi in secondo piano dalle persone che per noi sono importanti e dal timore di perdere il loro amore.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini piccoli non possiedono un’adeguata capacità di verbalizzare e controllare le loro emozioni, perciò l’espressione dei loro stati d’animo avviene attraverso l’unico modo che hanno a disposizione: il loro comportamento. Pertanto, la gelosia nei confronti del nuovo arrivato, viene espressa in diversi modi: comportamenti ostili, isolamento, espressioni di broncio e di risentimento, aggressività, regressione a stadi di sviluppo precedenti, “sospensione” di capacità già acquisite (es. il bambino rivuole il ciuccio, non vuole dormire o mangiare da solo), eccessiva dipendenza dai genitori, comportamenti distruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bambino che si comporta in questo modo non lo fa perché è cattivo o dispettoso, ma semplicemente perchè prova tristezza e paura, perché sta chiedendo ai genitori di essere riconosciuto e di essere rassicurato sul fatto che nulla potrà cambiare o diminuire l’amore che essi provano per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo fare finta di niente o punire il bambino di fronte a queste reazioni non rappresentano metodi efficaci, perché in tal modo non si fa altro che sminuire l’importanza di ciò che prova, e si rischia di confermare in lui l’idea di non essere più amato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bambino ha bisogno dei genitori per attraversare questo momento difficile della sua vita: è da loro che egli vuole essere rassicurato, sono loro che devono riconoscere ed accogliere le sue emozioni , anche (e soprattutto) quelle negative, la cui espressione è necessaria. Privarlo di questa possibilità, punendolo o ignorandolo, non risolve il problema, ma lo sospende solo temporaneamente. Ciò che viene represso, infatti, continua a vivere e crescere dentro di lui, ripresentandosi in un secondo momento in modo più “esplosivo” e pericoloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora che fare? Innanzitutto sarebbe bene evitare di lodare troppo un bambino rispetto all’altro, essere molto affettuosi con uno e non con l’altro, premiare sempre uno e punire sempre l’altro, perché il confronto e la disparità di trattamento acuiscono la gelosia e la rivalità tra i fratelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un bambino è molto geloso e lo manifesta “creando problemi” concentrarsi e sottolineare sempre i suoi comportamenti negativi non fa altro che confermare in lui l’idea di valere meno rispetto al fratello, e quindi di essere meno amato dai genitori. Questo non significa lasciar sempre correre e ignorare un comportamento sbagliato, ma essere in grado di dare una spiegazione del perché quella cosa non si deve fare, orientando  e rinforzando il bambino verso comportamenti che valorizzino le sue qualità positive. ( Un semplice “bravo” o un sorriso per una azione positiva fa sentire il bambino apprezzato e importante agli occhi dei genitori).<br />
Crescendo, i litigi tra fratelli sono assolutamente normali: se i genitori s’intromettono ogni qualvolta questo accade impediscono ai figli di sviluppare la capacità di essere autonomi e di gestire le difficoltà da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si rivela necessario un intervento dei genitori perché la lite degenera può essere utile suggerire ai bambini modi più funzionali di gestire la situazione (es. “Prova a parlare con lui invece di picchiarlo”, “Cosa vorresti avere da tuo fratello in cambio del suo gioco?”). Tuttavia, è bene tenere presente che fino ai 4 anni i bambini litigano picchiandosi, piangendo e rompendo i giocattoli e che quindi non sono ancora pronti per giocare tra loro da soli; pertanto, non è opportuno  forzare un bambino a condividere i suoi giocattoli con il fratellino, perché è lui che ha il diritto di scegliere quando e con chi dividere le sue cose. Questo tipo di comportamento, agito dai genitori con le migliori intenzioni (cioè aiutare i fratellini a condividere il momento del gioco e a rinforzare la relazione tra loro) può aumentare la gelosia nel bambino più grande e spingerlo a diventare ancora più egoista.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale tenere presente che ogni figlio è diverso, perché ogni figlio presenta caratteristiche personali ed individuali che devono essere riconosciute e coltivate, in modo che possa sentirsi accettato per come egli è, e, di conseguenza, possa costruire una sana e salda autostima. Quindi è necessario che ognuno abbia la possibilità di avere amici diversi e sperimentare interessi e sport diversi, che siano maggiormente compatibili con le proprie inclinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La diversità tra i bambini rappresenta un aspetto importante da tenere in considerazione: ciò che funziona e va bene per uno non funziona e non va bene per l’altro. Conoscere i propri figli è essenziale per capire ciò di cui essi hanno realmente bisogno e costruire una relazione sana e positiva con loro.</p>
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		<title>L&#8217;autostima nei bambini: come coltivarla?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 13:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I bambini che credono nelle loro capacità e nel loro valore sviluppano un atteggiamento positivo che li aiuterà diventare adulti forti e responsabili. I bambini costruiscono la loro autostima a partire dal contesto in cui vivono, interagendo con le persone e gli oggetti che li circondano, dai quali ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I <strong>bambini</strong> che <strong>credono nelle loro capacità</strong> e nel loro valore sviluppano un atteggiamento positivo che li aiuterà diventare adulti forti e responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini <strong>costruiscono la loro autostima</strong> a partire dal contesto in cui vivono, interagendo con le persone e gli oggetti che li circondano, dai quali traggono informazioni che li portano a mantenere o modificare la percezione che hanno di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Feedback costantemente negativi aumentano la probabilità che il bambino sviluppi una concezione di sé svalutante e molto critica, mentre messaggi di approvazione e di riconoscimento del proprio valore rappresentano fattori predittivi del raggiungimento di un buon livello di autostima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È perciò compito dei genitori</strong> aiutare i propri figli a formarsi un’immagine di sé serena e positiva, instaurando un tipo di comunicazione che non sia solo finalizzata alla crescita e all’apprendimento, ma che sia anche in grado di facilitarli nel sentirsi bene con loro stessi.<br />
Perché la relazione con i vostri figli sia funzionale a farli crescere fiduciosi e sicuri è bene tenere a mente alcuni principi fondamentali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ascoltateli e tenete in considerazione i loro pensieri e sentimenti; riuscire a trovare il tempo per prestare loro ascolto ed attenzione quando vi parlano è un modo per comunicare che per voi sono importanti, che li accettate e li comprendete. Non c’è niente che li aiuti di più a costruire solide basi di autostima quanto sapere che i genitori sono in grado di capire ciò che pensano e provano;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Costruite situazioni tali in modo da aiutare i bambini a sperimentare vissuti di successo e non di fallimento, riconnotando positivamente l’errore, non come qualcosa da criticare e condannare, ma come un’opportunità per riprovare;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Lasciate ai vostri figli un controllo sufficiente di loro stessi, evitando atteggiamenti iperprotettivi che impediscono loro di esplorare in autonomia, di tentare e di sbagliare, e che instillano un senso di svalutazione ed inadeguatezza . Con il tempo, infatti, questo atteggiamento può creare un senso d’impotenza che li porterà a diventare adulti incapaci di assumersi le proprie responsabilità e a sviluppare un atteggiamento dipendente nei confronti degli altri;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Rafforzate nei vostri figli la convinzione di essere meritevoli d’affetto e degni d’amore, comunicandolo sia verbalmente che con i gesti (abbracci, coccole, piccole ricompense), rispondendo al loro bisogno di conferme e rassicurazioni;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Create un’immagine salda e positiva di voi stessi; i bambini, infatti, plasmano la loro autostima a partire da ciò che osservano nel comportamento dei genitori e nel loro modo di reagire alle circostanze della vita. E’ fondamentale, pertanto, essere esempi e modelli di riferimento positivi, a partire dalla costruzione della vostra stessa autostima</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Evitate di proiettare aspettative sui vostri bambini con le quali comunicate che devono essere sempre forti e perfetti: è importante che loro capiscano che saranno sempre amati ed accettati per quello che sono e non per i risultati che ottengono.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Separazione: come dirlo ai figli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 05:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando una coppia si separa, in genere, si ritrova a dover affrontare un periodo di forte stress e di profonda confusione legata alla necessità di dover rielaborare l’immagine che si era costruita di sé nel tempo e di doversi adattare ad una nuova condizione di vita. Questa fase è caratterizzata dal...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando una coppia si separa, in genere, si ritrova a dover affrontare un periodo di forte stress e di profonda confusione legata alla necessità di dover rielaborare l’immagine che si era costruita di sé nel tempo e di doversi adattare ad una nuova condizione di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fase è caratterizzata dalla presenza di emozioni variegate e spesso <strong>contrastanti</strong>, quali la <strong>rabbia</strong>, la <strong>delusione</strong>, la <strong>tristezza</strong>, il <strong>senso di colpa</strong>, la <strong>paura</strong> e il <strong>disorientamento</strong>, che se non riconosciute ed elaborate in modo adeguato complicano il quadro delle dinamiche relazionali tra gli ex partner, rendendo particolarmente problematica la gestione dei cambiamenti inevitabilmente legati alla separazione.<br />
La situazione si fa più complessa quando in famiglia sono presenti dei figli; i genitori si mostrano particolarmente ansiosi all’ idea di dover comunicare ai propri figli la decisione di separarsi, soprattutto temono di non riuscire a farlo nel modo appropriato e di provocare nei bambini un trauma.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia della separazione dei genitori ha inevitabilmente un impatto emotivo sui figli e richiede tempo per essere assorbita e metabolizzata. Ci si chiede cosa, come e quando dirlo e se sia il caso di comunicare tale decisione insieme o separatamente. Talvolta poi, anche su questi aspetti si manifesta un disaccordo perché tendenzialmente il genitore più favorevole alla separazione preme maggiormente per mettere a conoscenza i figli della decisione presa, mentre l’altro cerca di temporeggiare, aggrappandosi alla speranza di un ripensamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La preoccupazione di non essere in grado di gestire le reazioni dei bambini e il desiderio di evitare loro disagi induce i genitori a procrastinare il momento della “rivelazione” o a raccontarne versioni ambigue e lacunose, senza considerare che i bambini hanno la capacità di coglierne le discrepanze e le incoerenze, col rischio di aumentare il loro disorientamento e portarli a darsi delle spiegazioni “arbitrarie”, nelle quali si attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto, aumentando così la loro angoscia e i loro timori.<br />
È molto importante che i genitori siano innanzitutto in grado di riconoscere i dubbi e i timori dei figli, in particolare legati all&#8217;incertezza per la nuova condizione e al non sapere come cambieranno le cose, che sappiano ascoltare le loro domande e fornire le giuste risposte, comprendendo le emozioni espresse anche sul piano non verbale, attraverso i loro comportamenti e i loro capricci.<br />
L’obiettivo prioritario deve essere la chiarezza; pertanto, è opportuno che i genitori si accordino precedentemente su quanto dire, in modo da fornire una versione coerente e condivisa, sottolineando l’assoluta estraneità dei figli nella loro decisione di separarsi e rassicurandoli che l’amore nei loro confronti rimarrà immutato.</p>
<p style="text-align: justify;">È altresì importante che i bambini percepiscano un <strong>senso di sicurezza</strong> rispetto alla nuova condizione di vita che si andrà a creare: nella routine i bambini si sentono più tranquilli e, in momenti di agitazione, orari costanti e abitudini regolari rappresentano dei punti di riferimento saldi che garantiscono stabilità e continuità. Mostrare la casa dove il genitore andrà a vivere e invitare i figli a lasciare alcuni dei loro giochi o degli oggetti a cui sono legati può essere di aiuto per favorire un lento e graduale adattamento al nuovo ambiente.<br />
Non c’è un&#8217;età migliore di un&#8217;altra per affrontare una separazione perchè ogni fase evolutiva è caratterizzata da esigenze diverse e da diversi livelli di elaborazione e presenta criticità e difficoltà peculiari; tutto dipende da come e quanto i genitori sapranno accogliere e gestire le ansie e i timori dei figli, senza lasciarsi manipolare o cedere ai loro ricatti come una forma di espiazione del senso di colpa nei loro confronti, ma mantenendo un <strong>atteggiamento fermo</strong> e <strong>saldo</strong> che dia loro la <strong>percezione</strong> di <strong>stabilità</strong> e di <strong>protezione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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