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	<title> &#187; guarire</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>Psicoterapia:quanto tempo serve?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 04:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Durante i percorsi di psicoterapia nascono molti momenti di riflessione e molte domande. Le più frequenti riguardano il perché magari ci si è comportati in un certo modo o si sono portate avanti situazioni negative fino alla sfinimento, senza riuscire a chiudere prima. Un’altra domanda che spesso le...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><br style="color: #1c1e21;" /><span style="color: #1c1e21;">Durante i percorsi di psicoterapia nascono molti momenti di riflessione e molte domande. </span><br style="color: #1c1e21;" /><span style="color: #1c1e21;">Le più frequenti riguardano il perché magari ci si è comportati in un certo modo o si sono portate avanti situazioni negative fino alla sfinimento, senza riuscire a chiudere prima. </span><br style="color: #1c1e21;" /><span style="color: #1c1e21;">Un’altra domanda che spesso le persone si pongono è questa : “Perché ci metto così tanto a superare questo momento difficile?”Perché non riesco a chiudere definitivamente quella porta?</span><span class="text_exposed_show" style="color: #1c1e21;"> Perchè a distanza di mesi soffro ancora per quella persona o per quella situazione?”.<br />
Nel mondo in cui viviamo tutto scorre veloce, e anche le soluzioni ai problemi che incontriamo devono essere subito pronte per l’uso.<br />
Ma l’anima non funziona così.<br />
Il nostro mondo interiore ha tempi ben diversi da quelli che scandiscono il funzionamento di quello accade fuori.<br />
Non contano i giorni, i mesi , gli anni, e i processi di elaborazione non vanno accelerati, né tantomeno forzati. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show" style="color: #1c1e21;">Qualsiasi esperienza dolorosa che viviamo, per essere superata davvero, deve essere rielaborata, cioè compresa, riletta, investita di un nuovo significato e ricollocata adeguatamente dentro di noi.<br />
E l’elaborazione interiore dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni e dei nostri pensieri richiede tempo, molto tempo.<br />
Riparare e sistemare i pezzi di noi che si sono frantumati e si sono scollati è un processo difficile, doloroso e faticoso, e non possiamo aspettarci di risolverlo in modo veloce e indolore.<br />
Più una persona, un’emozione, una relazione, una situazione sono radicate dentro di noi, più tempo e fatica sono necessari per trovarle una nuova sistemazione nella nostra testa e nel nostro cuore.<br />
Rielaborare, infatti, non significa né dimenticare né cancellare, ma dare un significato diverso a ciò che abbiamo vissuto, fare la pace, conviverci in modo sufficientemente sereno.<br />
Per arrivare a questo traguardo la strada da fare è lunga, tortuosa , dissestata. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show" style="color: #1c1e21;">Ci sono momenti in cui si procede più velocemente e momenti in cui si inciampa e si cade; pazienza, ci si rialza e si va avanti.<br />
Le separazioni, i lutti, i distacchi, le delusioni fanno male e confrontarci con le emozioni negative che provocano è fastidioso e difficile, ma per quanto le evitiamo o le neghiamo quelle stanno lì e chiedono una sistemazione.<br />
E’ un po’ come riordinare una casa: se lo vogliamo fare bene abbiamo bisogno di farlo senza fretta, perché le cose non si possono sistemare a caso, bisogna trovare loro un posto preciso.<br />
Ognuno di noi per far questo ci mette il tempo necessario, cioè il suo.<br />
E’ giusto e sano prendersi il proprio tempo, ma attenzione, perchè allo stesso tempo questo prendersi tempo non deve diventare un espediente per costruirsi una prigione e crogiolarsi inutilmente nel dolore..<br />
Perciò, per ritornare alla domanda iniziale: quanto tempo occorre per andare avanti?<br />
Quello che serve.</span></p>
<p>Dr.ssa Nadia</p>
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		<title>Imparare ad aspettare: il bruco e la farfalla</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 05:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Un bruco stava faticando per uscire dal suo bozzolo come farfalla. Un uomo osservò la scena e gli parve che tale ultima trasformazione risultasse alquanto dolorosa per l&#8217;insetto. Decise quindi di aiutare la farfalla affrettando il processo. Cominciò così ad alitarle dolcemente sopra.Il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #1d2129;">&#8220;Un bruco stava faticando per uscire dal suo bozzolo come farfalla. </span></p>
<p><span style="color: #1d2129;">Un uomo osservò la scena e gli parve che tale ultima trasformazione risultasse alquanto dolorosa per l&#8217;insetto. </span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Decise quindi di aiutare la farfalla affrettando il processo. Cominciò così ad alitarle dolcemente sopra.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Il processo effettivamente si accelerò, ma le piccole ali della farfalla rimasero per sempre atrofizzate.&#8221;</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">(Anonimo)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #1d2129;">Se osservassimo e riflettessimo più attentamente sui processi che avvengono in Natura, ne potremmo trarre preziosi ed importanti insegnamenti.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">La Natura, infatti, sa che ogni processo, affinchè si possa compiere adeguatamente, richiede il suo tempo, cioè, un tempo che non deve essere forzato in nessun modo.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Questo principio fondamentale vale anche per noi. </span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Quando ci ammaliamo, quando proviamo un forte dolore, sia esso del corpo o dell’anima, dobbiamo darci il tempo necessario per guarire, e il tempo necessario è quello che serve.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Se velocizziamo questo processo la nostra non sarà una vera guarigione, ci sembrerà di essere guariti e di stare bene, ma la ferita si riaprirà al primo stimolo che “urterà” contro di essa.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Il dolore fa male e vorremmo tutti che se ne andasse velocemente, ma nella sofferenza che il dolore procura c’è anche una parte che contiene il germoglio della sua stessa cura. </span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Il dolore, se lo viviamo e lo affrontiamo dandogli il giusto tempo, può insegnarci molte cose, che si riveleranno una potente medicina per le “malattie” future.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Concludo con una frase di un uomo dotato di grandissimo buon senso, non un filosofo, non uno psicologo, ma mio padre, che molto saggiamente mi ha sempre ripetuto fin da quando ero bambina:</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">“Non forzare le cose, lascia fare al Tempo quel che deve fare”.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Buona giornata.</span><br style="color: #1d2129;" /><span style="color: #1d2129;">Dr.ssa Nadia</span></p>
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		<title>Capire è il primo passo per guarire.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 18:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ferite dell'anima]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo psicanalista Sigmund Freud scrisse: “Ciò che è rimasto capito male ritorna sempre; come un’anima in pena, non ha pace finchè non ottiene soluzione e liberazione” Ciò che non è guarito continua a fare male. Quando una ferita dell’anima non viene curata adeguatamente, ogni volta che incontreremo un...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo psicanalista Sigmund Freud scrisse:</p>
<p>“Ciò che è rimasto capito male ritorna sempre;<br />
come un’anima in pena, non ha pace finchè non ottiene soluzione e liberazione”</p>
<p>Ciò che non è guarito continua a fare male.<br />
Quando una ferita dell’anima non viene curata adeguatamente, ogni volta che incontreremo una situazione simile a quella che l’ha provocata in origine, la nostra ferita tenderà a riaprirsi e a fare male.<br />
Le esperienze dolorose del passato, così come le emozioni ad esse legate e da queste originate, vengono registrate dentro di noi, in modo che quando ci si presenta una situazione nel presente che richiama per alcuni aspetti quella originaria, si riattiveranno quegli stessi meccanismi con i quali l’abbiamo affrontata.<br />
Se quell’esperienza è stata collocata adeguatamente dentro di noi, se siamo riusciti ad attribuirle un giusto e funzionale significato, se l’abbiamo superata e siamo stati in grado di curare con successo la ferita che ha provocato, allora le situazioni analoghe che incontreremo in seguito saranno potenzialmente meno distruttive e destabilizzanti, perché sapremo come gestire le nostre emozioni senza che queste ci prevarichino.</p>
<p>Ma se quell’esperienza è stata semplicemente relegata in un angolo e non le è stata data la possibilità di venire elaborata e metabolizzata, allora continuerà a ripetersi, così come si ripeterà lo stesso modo di viverla, affrontarla e “sentirla” di allora.</p>
<p>Quali emozioni abbiamo provato allora? Perché? Come le abbiamo affrontate? Qual è stato il loro esito? Cosa possiamo fare ora di diverso?<br />
Cosa ci aiuta e cosa ci ostacola nell’affrontarle? Quale insegnamento continua a darci la situazione che stiamo  vivendo e che si ripete?<br />
Cosa non vediamo e non comprendiamo continuando a ricrearla nella nostra esperienza? Cosa non riusciamo a &#8220;lasciare andare&#8221; di queste situazioni per continuare a mantenerle?</p>
<p>Se riusciamo a comprendere il significato e la funzione di un’esperienza che si ripete, se riusciamo a riconnotarla, e cioè a darle una narrazione diversa da quella che le avevamo attribuito in origine, in modo da accettarla ed accoglierla dentro di noi, senza più opporle una estenuante resistenza, allora abbiamo già fatto il primo passo sulla strada della nostra guarigione, allora quell&#8217;esperienza perderà il suo potere distruttivo perchè potremo affrontarla in modo più funzionale e meno destabilizzante sul piano emotivo.</p>
<p>Capire è il primo passo per accettare, e solo accettando possiamo guarire.</p>
<p>Dr.ssa Nadia Mortara</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.iononsononormaleioamo.it/wp-content/uploads/2014/03/1385725.jpg" alt="Risultati immagini per sensibilità ci fa soffrire ma ci rende capaci di donare l anima" /></p>
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