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	<title> &#187; disoccupazione</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>Il dramma della disoccupazione: effetti psicologici e sociali</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 13:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuo]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un altra per l&#8217;occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l&#8217;occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui ”  Alberto M...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un altra per l&#8217;occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l&#8217;occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui </em>”  Alberto Moravia, 1959</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro occupa un posto centrale nella vita delle persone. Oltre a costituire un valore primario e un diritto, definisce il ruolo che una persona occupa nella società, la legittima (o la emargina), la rende dignitosa. La <strong>disoccupazione</strong> è quindi un grave problema sia sul piano sociale che individuale perchè non riguarda solo la struttura organizzativa della società, ma anche e soprattutto il benessere psicosomatico di quelle stesse persone che la vivono. Le persone che perdono il lavoro provano sentimenti simili a quelli del <strong>lutto</strong> per la perdita di una persona cara che, se persistenti ed intensi, possono sfociare nella <strong>depressione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanere disoccupati, infatti, è un’esperienza traumatizzante che può spingere l’individuo in un circolo vizioso di isolamento e perdita di speranza. Le conseguenze psicologiche della<strong> disoccupazione</strong> producono un senso di colpa e di vergogna che minano l’<strong>autostima</strong>, il senso di <strong>autoefficacia</strong> e le relazioni affettive perché colpiscono soprattutto a livello dell’identità personale. L’<strong> identità personale</strong> è un costrutto complesso, che si configura nel corso dell’intera vita e che coinvolge molti fattori diversi, tra i quali le predisposizioni individuali e le competenze che emergono nel processo di educazione / socializzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L<strong>’identità personale</strong> è strettamente legata al <strong>ruolo sociale</strong> ed è condizionata dai feedback che la persona riceve nel contesto socio-lavorativo, pertanto, il fatto di avere o non avere un lavoro, condizionando i ruoli sociali, ha importanti ripercussioni sull&#8217;identità della persona. Tra i maggiori costi psicologici della condizione di disoccupati c’ è quello dell &#8216;<strong>inattività</strong>; in ricerche recenti è emerso che il prolungamento del periodo di disoccupazione e la mancanza di una routine imposta dal lavoro fa aumentare le difficoltà psicologiche per mantenersi attivi, causando<strong> immobilismo</strong> e tendenza alla <strong>procrastinazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere disoccupati e avere tempo libero non sono condizioni simili perché il tempo libero è di solito inteso come un complemento del lavoro ed è, di conseguenza, il lavoro che gli conferisce un significato sociale. La <strong>disoccupazione</strong> innesca un processo psicopatologico costituito da fasi simili alla sindrome di<strong> burn-out</strong> :</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>fase di<em> idealismo</em>, in cui il soggetto si impegna con entusiasmo nella ricerca del lavoro (anche se a volte arriva ad avere aspettative irrealistiche sulle sue capacità e su ciò che potrebbe ottenere o raggiungere).</li>
<li>fase di <em>stagnazione</em>, quando constata la realtà della sue aspettative, diminuiscono le azioni di ricerca e si operano revisioni degli obiettivi di carriera.</li>
<li>fase di <em>apatia</em>, diminuisce considerevolmente l’interesse nella ricerca attiva del lavoro.</li>
<li>fase di <em>distanza</em>, in cui la persona è cronicamente frustrata, prova sentimenti di vuoto emotivo e svalutazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze riscontrate nelle persone in seguito alla perdita del lavoro sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Perdita di autostima</li>
<li style="text-align: justify;">Sentimenti di inutilità</li>
<li style="text-align: justify;">Sensazione di insuccesso professionale che si amplia alla vita familiare</li>
<li style="text-align: justify;">Difficoltà a trovare un nuovo lavoro o a cambiarlo</li>
<li style="text-align: justify;">Disorientamento e paralisi (perdita di fiducia rispetto alla possibilità di trovare un’occupazione che ristagna fino a creare una condizione di immobilismo e rassegnazione)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La <strong>disoccupazione</strong> crea squilibri e conflitti nell&#8217;ambiente familiare che comportano un processo di riadattamento e ridefinizione dei ruoli e delle funzioni, che in alcuni casi arrivano ad invertirsi: la donna diventa chi sostiene economicamente la famiglia, i figli maggiori iniziano a svolgere un ruolo attivo, i figli minori abbandonano gli studi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se i risultati delle ricerche suggeriscono che la disoccupazione incida negativamente più sugli adulti che sui giovani, questo non significa che i <strong>giovani</strong> non siano esenti dal subirne conseguenze considerevoli. Paragonando il benessere psichico dei giovani disoccupati con lavoratori della stessa età, risulta che i disoccupati abbiano livelli più bassi di benessere psicologico generale, sperimentino più spesso <strong>sintomi depressivi e ansiosi</strong>, sviluppino un&#8217;immagine di sé più negativa e un livello inferiore di <strong>autostima</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di <strong>disoccupazione femminile</strong>, la questione si complica ulteriormente. Alcuni studi hanno rilevato che mentre le donne si percepiscono in modo positivo come lavoratrici, tendono a vedere la loro carriera professionale futura con maggiore pessimismo rispetto agli uomini, perché la ricerca del lavoro o il mantenimento di una posizione lavorativa è spesso condizionata e minacciata dalla <strong>discriminazione</strong> a causa del loro aspetto fisico, dello stato civile o per le responsabilità familiari che hanno. Le donne attribuiscono al lavoro un valore importante perché legato alla loro indipendenza e al loro controllo personale. Pertanto, <strong>la perdita del lavoro equivale ad una perdita di diritti e ad un ritorno ai ruoli tradizionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutte le variabili considerate nella modulazione degli effetti di stress causati dalla disoccupazione, quella che si è rivelata più efficace è il <strong>sostegno sociale</strong>, che si configura come un potente fattore protettivo nel mantenimento e nel recupero del benessere psicologico e fisico della persona disoccupata. Il <strong>sostegno sociale</strong> è definito come la sensazione soggettiva (quindi non effettiva, ma percepita dal soggetto) di appartenere ad un gruppo e di sentirsi accettati al suo interno, e può manifestarsi in diversi modi: qualcuno da cui si ricevono aiuti economici, qualcuno con cui poter discutere i problemi quotidiani, qualcuno a cui suggerire cose interessanti da fare, qualcuno che incoraggia quando l&#8217;altro si sente giù di morale, qualcuno che da informazioni sui posti di lavoro disponibili sul mercato e sull&#8217;assicurazione contro la disoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista psicologico, è importante comprendere quali effetti la disoccupazione generi sul piano <strong>cognitivo</strong>, <strong>emotivo</strong> e <strong>relazionale</strong>, e strutturare interventi che puntino ad aiutare la persona a recuperare l’autostima e le risorse necessarie per contrastare la frustrazione, la rassegnazione e l’inattività tipiche della condizione di disoccupato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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