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	<title> &#187; Genitorialità adottiva</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>La gelosia tra fratelli: come intervenire?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 16:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Genitorialità adottiva]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando arriva un fratellino il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito con il nuovo arrivato, generando, comprensibilmente, rivalità nei confronti di quest’ultimo. La gelosia, reazione assolutamente normale, è motivata dalla paura di perdere l’amore e le attenzioni dei genitori c...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando arriva un fratellino il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito con il nuovo arrivato, generando, comprensibilmente, rivalità nei confronti di quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">La gelosia, reazione assolutamente normale, è motivata dalla paura di perdere l’amore e le attenzioni dei genitori che fino a quel momento erano destinate esclusivamente a lui.  Ciò che egli pensa si può riassumere in questo modo: “se la mamma e il papà mi amano così tanto perché vogliono un altro bambino?”. Se proviamo a metterci nei panni di un bambino che fino a quel momento è stato l’unico ed indiscusso “principino” della casa, riusciremo a capire cosa significhi per lui dover cedere lo “scettro” e dividere attenzioni, amore e privilegi.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, se ci pensiamo, queste paure ed insicurezze non sono relegate esclusivamente all’infanzia: anche nell’adolescenza, e perfino in età adulta, la gelosia è sempre espressione della paura di non essere all’altezza di qualcun altro, del terrore di essere rimpiazzati o messi in secondo piano dalle persone che per noi sono importanti e dal timore di perdere il loro amore.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini piccoli non possiedono un’adeguata capacità di verbalizzare e controllare le loro emozioni, perciò l’espressione dei loro stati d’animo avviene attraverso l’unico modo che hanno a disposizione: il loro comportamento. Pertanto, la gelosia nei confronti del nuovo arrivato, viene espressa in diversi modi: comportamenti ostili, isolamento, espressioni di broncio e di risentimento, aggressività, regressione a stadi di sviluppo precedenti, “sospensione” di capacità già acquisite (es. il bambino rivuole il ciuccio, non vuole dormire o mangiare da solo), eccessiva dipendenza dai genitori, comportamenti distruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bambino che si comporta in questo modo non lo fa perché è cattivo o dispettoso, ma semplicemente perchè prova tristezza e paura, perché sta chiedendo ai genitori di essere riconosciuto e di essere rassicurato sul fatto che nulla potrà cambiare o diminuire l’amore che essi provano per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo fare finta di niente o punire il bambino di fronte a queste reazioni non rappresentano metodi efficaci, perché in tal modo non si fa altro che sminuire l’importanza di ciò che prova, e si rischia di confermare in lui l’idea di non essere più amato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bambino ha bisogno dei genitori per attraversare questo momento difficile della sua vita: è da loro che egli vuole essere rassicurato, sono loro che devono riconoscere ed accogliere le sue emozioni , anche (e soprattutto) quelle negative, la cui espressione è necessaria. Privarlo di questa possibilità, punendolo o ignorandolo, non risolve il problema, ma lo sospende solo temporaneamente. Ciò che viene represso, infatti, continua a vivere e crescere dentro di lui, ripresentandosi in un secondo momento in modo più “esplosivo” e pericoloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora che fare? Innanzitutto sarebbe bene evitare di lodare troppo un bambino rispetto all’altro, essere molto affettuosi con uno e non con l’altro, premiare sempre uno e punire sempre l’altro, perché il confronto e la disparità di trattamento acuiscono la gelosia e la rivalità tra i fratelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un bambino è molto geloso e lo manifesta “creando problemi” concentrarsi e sottolineare sempre i suoi comportamenti negativi non fa altro che confermare in lui l’idea di valere meno rispetto al fratello, e quindi di essere meno amato dai genitori. Questo non significa lasciar sempre correre e ignorare un comportamento sbagliato, ma essere in grado di dare una spiegazione del perché quella cosa non si deve fare, orientando  e rinforzando il bambino verso comportamenti che valorizzino le sue qualità positive. ( Un semplice “bravo” o un sorriso per una azione positiva fa sentire il bambino apprezzato e importante agli occhi dei genitori).<br />
Crescendo, i litigi tra fratelli sono assolutamente normali: se i genitori s’intromettono ogni qualvolta questo accade impediscono ai figli di sviluppare la capacità di essere autonomi e di gestire le difficoltà da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si rivela necessario un intervento dei genitori perché la lite degenera può essere utile suggerire ai bambini modi più funzionali di gestire la situazione (es. “Prova a parlare con lui invece di picchiarlo”, “Cosa vorresti avere da tuo fratello in cambio del suo gioco?”). Tuttavia, è bene tenere presente che fino ai 4 anni i bambini litigano picchiandosi, piangendo e rompendo i giocattoli e che quindi non sono ancora pronti per giocare tra loro da soli; pertanto, non è opportuno  forzare un bambino a condividere i suoi giocattoli con il fratellino, perché è lui che ha il diritto di scegliere quando e con chi dividere le sue cose. Questo tipo di comportamento, agito dai genitori con le migliori intenzioni (cioè aiutare i fratellini a condividere il momento del gioco e a rinforzare la relazione tra loro) può aumentare la gelosia nel bambino più grande e spingerlo a diventare ancora più egoista.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale tenere presente che ogni figlio è diverso, perché ogni figlio presenta caratteristiche personali ed individuali che devono essere riconosciute e coltivate, in modo che possa sentirsi accettato per come egli è, e, di conseguenza, possa costruire una sana e salda autostima. Quindi è necessario che ognuno abbia la possibilità di avere amici diversi e sperimentare interessi e sport diversi, che siano maggiormente compatibili con le proprie inclinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La diversità tra i bambini rappresenta un aspetto importante da tenere in considerazione: ciò che funziona e va bene per uno non funziona e non va bene per l’altro. Conoscere i propri figli è essenziale per capire ciò di cui essi hanno realmente bisogno e costruire una relazione sana e positiva con loro.</p>
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