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	<title> &#187; separazione</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>Separazione: come dirlo ai figli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 05:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando una coppia si separa, in genere, si ritrova a dover affrontare un periodo di forte stress e di profonda confusione legata alla necessità di dover rielaborare l’immagine che si era costruita di sé nel tempo e di doversi adattare ad una nuova condizione di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fase è caratterizzata dalla presenza di emozioni variegate e spesso <strong>contrastanti</strong>, quali la <strong>rabbia</strong>, la <strong>delusione</strong>, la <strong>tristezza</strong>, il <strong>senso di colpa</strong>, la <strong>paura</strong> e il <strong>disorientamento</strong>, che se non riconosciute ed elaborate in modo adeguato complicano il quadro delle dinamiche relazionali tra gli ex partner, rendendo particolarmente problematica la gestione dei cambiamenti inevitabilmente legati alla separazione.<br />
La situazione si fa più complessa quando in famiglia sono presenti dei figli; i genitori si mostrano particolarmente ansiosi all’ idea di dover comunicare ai propri figli la decisione di separarsi, soprattutto temono di non riuscire a farlo nel modo appropriato e di provocare nei bambini un trauma.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia della separazione dei genitori ha inevitabilmente un impatto emotivo sui figli e richiede tempo per essere assorbita e metabolizzata. Ci si chiede cosa, come e quando dirlo e se sia il caso di comunicare tale decisione insieme o separatamente. Talvolta poi, anche su questi aspetti si manifesta un disaccordo perché tendenzialmente il genitore più favorevole alla separazione preme maggiormente per mettere a conoscenza i figli della decisione presa, mentre l’altro cerca di temporeggiare, aggrappandosi alla speranza di un ripensamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La preoccupazione di non essere in grado di gestire le reazioni dei bambini e il desiderio di evitare loro disagi induce i genitori a procrastinare il momento della “rivelazione” o a raccontarne versioni ambigue e lacunose, senza considerare che i bambini hanno la capacità di coglierne le discrepanze e le incoerenze, col rischio di aumentare il loro disorientamento e portarli a darsi delle spiegazioni “arbitrarie”, nelle quali si attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto, aumentando così la loro angoscia e i loro timori.<br />
È molto importante che i genitori siano innanzitutto in grado di riconoscere i dubbi e i timori dei figli, in particolare legati all&#8217;incertezza per la nuova condizione e al non sapere come cambieranno le cose, che sappiano ascoltare le loro domande e fornire le giuste risposte, comprendendo le emozioni espresse anche sul piano non verbale, attraverso i loro comportamenti e i loro capricci.<br />
L’obiettivo prioritario deve essere la chiarezza; pertanto, è opportuno che i genitori si accordino precedentemente su quanto dire, in modo da fornire una versione coerente e condivisa, sottolineando l’assoluta estraneità dei figli nella loro decisione di separarsi e rassicurandoli che l’amore nei loro confronti rimarrà immutato.</p>
<p style="text-align: justify;">È altresì importante che i bambini percepiscano un <strong>senso di sicurezza</strong> rispetto alla nuova condizione di vita che si andrà a creare: nella routine i bambini si sentono più tranquilli e, in momenti di agitazione, orari costanti e abitudini regolari rappresentano dei punti di riferimento saldi che garantiscono stabilità e continuità. Mostrare la casa dove il genitore andrà a vivere e invitare i figli a lasciare alcuni dei loro giochi o degli oggetti a cui sono legati può essere di aiuto per favorire un lento e graduale adattamento al nuovo ambiente.<br />
Non c’è un&#8217;età migliore di un&#8217;altra per affrontare una separazione perchè ogni fase evolutiva è caratterizzata da esigenze diverse e da diversi livelli di elaborazione e presenta criticità e difficoltà peculiari; tutto dipende da come e quanto i genitori sapranno accogliere e gestire le ansie e i timori dei figli, senza lasciarsi manipolare o cedere ai loro ricatti come una forma di espiazione del senso di colpa nei loro confronti, ma mantenendo un <strong>atteggiamento fermo</strong> e <strong>saldo</strong> che dia loro la <strong>percezione</strong> di <strong>stabilità</strong> e di <strong>protezione</strong>.</p>
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