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	<title> &#187; fiducia in sè stessi</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>Il falco che non volava: il coraggio di rischiare.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 05:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensiero del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[credere in se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia in sè stessi]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai. (Chuck Palahniuk) Un grande re ricevette in dono due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfet...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em><strong>Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>(Chuck Palahniuk)</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un grande re ricevette in dono due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> “E l’altro?” chiese il re.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> “Mi rincresce, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo.”</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì nell’impresa di far volare il falco.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté far muovere il falco dal suo ramo.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere con grande rammarico e tristezza il falco immobile sull’albero, giorno e notte.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Il mattino seguente il re spalancò la finestra e, con immenso stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> “Portatemi il fautore di questo miracolo!” ordinò.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> “Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?” gli chiese il re.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em> Intimidito e felice, il giovane spiegò: “Non è stato difficile, maestà: io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare.”</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Come avrete ben capito, il più grande limite del falco era proprio il ramo su cui stava appollaiato e da cui era sorretto.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il falco non sentiva la necessità di volare e forse non immaginava neanche che sarebbe stato in grado di volare, perchè il ramo rappresentava per lui una sicurezza.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Questa storia ci insegna che spesso anche noi, come quel falco, restiamo aggrappati a situazioni che conosciamo e che rappresentano una stabilità, anche se magari sono situazioni frustranti, che ci causano insoddisfazione e ci impediscono di esplorare percorsi che potrebbero renderci più felici e gratificarci maggiormente.</span><br />
<span style="color: #000000;"> L&#8217;abitudine è comoda, perchè crea una condizione che, essendo conosciuta, possiamo controllare e che ci permette di prevedere cosa aspettarci.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Se da una parte questo ci infonde tranquillità e sicurezza, dall&#8217;altra è il più grande ostacolo alla nostra autorealizzazione e alla nostra possibilità di tirare fuori le nostre risorse e le nostre potenzialità.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Se ci pensiamo, infatti, i grandi cambiamenti e i passaggi più significativi della nostra Vita li abbiamo potuti fare proprio nel momento in cui siamo stati in grado di tagliare il ramo su cui stavamo comodamente accovacciati, e di lasciarlo andare.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Quando la Vita ci mette davanti alle difficoltà non lo fa perchè è ingiusta, o crudele o perfida, la Vita fa quel che deve fare: insegnarci a scoprire e a richiamare le nostre capacità, lo fa per spronarci a crescere, evolvere, maturare, diventare chi siamo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Vita ci chiede di essere coraggiosi, perchè crede in noi e perchè sa che possiamo esserlo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Buona giornata.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Dr.ssa Nadia M.</span></p>
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		<title>L&#8217;insicurezza di Sè: sono sicuro di essere insicuro.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 04:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensiero del giorno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quante volte l’insicurezza in voi stessi vi ha fatto sentire come bloccati, impedendovi di riuscire in qualcosa? O ha scatenato in voi il timore di sbagliare? O vi ha portato a chiedere continue rassicurazioni da parte degli altri, mettendo in secondo piano ciò che davvero pensate voi? Nella corso d...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nadiamortara.it/wp-content/uploads/2015/04/insicurezze.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3967" src="http://www.nadiamortara.it/wp-content/uploads/2015/04/insicurezze-150x150.jpg" alt="insicurezze" width="188" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quante volte l’insicurezza in voi stessi vi ha fatto sentire come bloccati, impedendovi di riuscire in qualcosa? O ha scatenato in voi il timore di sbagliare? O vi ha portato a chiedere continue rassicurazioni da parte degli altri, mettendo in secondo piano ciò che davvero pensate voi?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nella corso della mia esperienza professionale mi sono resa conto che la maggior parte dei disagi che le persone provano, in qualsiasi ambito della loro vita, dipende in larga misura dal fatto di non credere sufficientemente in loro stesse, da una scarsa autostima, dalla paura di essere inadeguate, di non venir accettate, di essere giudicate e criticate, di &#8220;non andare bene&#8221;.  Anche quelle che con atteggiamento spavaldo e superbo hanno sempre bisogno di rimarcare e ostentare quanto brave  e capaci sono, nascondono in realtà una grandissima insicurezza in loro stesse, che le spinge a ricercare ogni volta una conferma (da parte loro o degli altri) del loro valore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’insicurezza non è di per sé dannosa: è assolutamente umano vivere momenti di sconforto e di abbattimento o  sentirsi inizialmente insicuri di fronte a compiti nuovi e difficili, ma generalmente questa sensazione spiacevole lascia il posto alla capacità di trovare strategie utili ed efficaci per affrontare le situazioni. Quando  però diventa un atteggiamento cronico, invasivo e persistente, non più legato ad una specifica situazione, ma a più contesti,  può avere ripercussioni gravi sulla qualità della vita di chi ne soffre perchè la blocca, impedendole di risolvere compiti anche molto semplici legati alla quotidianità e condiziona negativamente il suo livello di autostima e di autoaccettazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’insicurezza genera una sensazione di impotenza, di inadeguatezza, di indecisione, di paura, di inferiorità,  accompagnate dall’idea che tanto qualsiasi azione si deciderà di intraprendere non sarà quella giusta e non funzionerà, spingendo spesso la persona a chiedere l’aiuto e il consiglio degli altri. Questo tipo di comportamento comporta il rischio di compiere scelte che non corrispondono esattamente ai propri desideri  e, nei casi più gravi, si arriva a situazioni in cui la persona non riesce a prendere nessun tipo di decisione, neanche la più banale, senza chiedere consigli e senza ricevere il sostegno e l’approvazione degli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’insicurezza può, quindi, limitare e impedire tutta una serie di comportamenti facendo sentire la persona frustrata e arrabbiata per non riuscire a perseguire i propri scopi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma quali sono le cause alla base della mancanza di sicurezza?</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #000000;">La mancata formazione della fiducia di base, cioè quella considerazione positiva di sé che nasce nel bambino come diretta conseguenza della considerazione positiva manifestata nei suoi riguardi dalle persone più significative che lo circondano. Il bambino infatti inizialmente non è ancora capace di vedersi e valutarsi con i propri occhi e ha di se stesso un’immagine riflessa, quella cioè che vede negli occhi, innanzitutto, della madre e del padre. Se questa immagine è positiva egli acquisirà una considerazione positiva di sé, se invece è svalutativa, avverrà il contrario.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Il rapporto con il genitore o figure significative, in particolare il rifiuto o la scarsa accettazione da parte di un genitore, l’attribuzione di etichette familiari (il buono, il figlio inconcludente, il piccolo di casa…) difficili da scrollarsi di dosso e che permangono in età adulta, l’ influenza di modelli familiari</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Il perfezionismo: si tratta dell’insicurezza di chi non si accontenta mai delle proprie prestazioni ritenendole sempre lontane da quelle a cui si aspirerebbe. L’insicuro perfezionista mira sempre troppo in alto sentendosi spesso deluso, sconfitto e inadeguato</span></li>
<li><span style="color: #000000;"> eventi traumatici improvvisi e/o imprevedibili (malattie, catastrofi, perdita del lavoro, ecc)</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I motivi alla base di un’insicurezza così profonda e pervasiva, tuttavia, non sempre sono solo legati ad una bassa autostima e all’incapacità di riconoscere le proprie risorse personali o alla sensazione di non sentirsi abbastanza capaci; infatti, essa può rappresentare anche una strategia inconsapevole che  permette di ottenere dei vantaggi secondari, come non affrontare problemi gravi o non fare scelte scomode o che spaventano (es. non laurearsi per la paura del dopo, non riuscire a portare avanti una relazione per la paura della responsabilità, non trovare un lavoro per il timore di perdere i privilegi acquisiti nella famiglia di origine,  ecc.).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">È necessario capire quali motivi si nascondono dietro la propria insicurezza, per poterla affrontare, e superare quelle sensazioni di blocco e di impotenza che limitano le nostre possibilità. Come? Innanzitutto modificando i pensieri e le convinzioni che governano e influenzano le nostre azioni. L&#8217;opinione che abbiamo di noi stessi è la più importante in assoluto, per questo è importante allenare la nostra mente a pensare in modo diverso, a formulare delle affermazioni positive. Se tendiamo spesso a ripeterci “non ce la farò mai”, proviamo a sostituire questa affermazione con “posso farcela, e se sbaglio devo essere comunque orgoglioso di me perché ci ho provato”. Suona diversamente?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Gli errori sono esperimenti necessari alla realizzazione di qualsiasi impresa, anche la più banale. Impariamo a distinguere le critiche costruttive da quelle distruttive (che ci vengono inferte con l’unico scopo di ferirci e demolirci) e a ridimensionare il giudizio degli altri e il peso che questo ha nel condizionare le nostre scelte (concentrarsi su ciò che NOI vogliamo e non su quello che gli altri vogliono).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Scomponiamo i compiti che più ci intimoriscono in micro-obiettivi da raggiungere un passo alla volta e impariamo a gratificarci quando li raggiungiamo (e se non riusciamo, pazienza!! La prossima volta andrà meglio..).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Raggiungere un buon livello di sicurezza in noi stessi è fondamentale per riuscire ad avere un sano controllo sulla nostra vita (che dovrebbe dipendere da noi, non dagli altri); questo non significa eliminare del tutto l’insicurezza (i momenti di sfiducia capitano a tutti), ma ridimensionarla, circoscriverla al momento, senza lasciare che diventi una presenza costante che ci ostacola nel raggiungimento dei nostri obiettivi, creandoci solo disagio e malessere.</span><br />
<span style="color: #000000;"> L&#8217;insicurezza fa parte di noi, non dobbiamo combatterla strenuamente mirando ad annientarla, perchè in questo modo non facciamo altro che amplificare i suoi effetti e rinforzare l&#8217;idea di essere inadeguati, ma dobbiamo parlarle e cercare con lei un compromesso per gestirla, ma soprattutto dobbiamo imparare a riconoscere il nostro valore, ad accettarci, a volerci bene, a credere in noi, a non temere gli errori e a non vederli come prove della nostra inadeguatezza, a diventare i primi amici di noi stessi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il filosofo romano Lucio Anneo Seneca scrisse:</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8220;Mi chiedi qual è stato il mio progresso? Ho cominciato ad essere amico di me stesso&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Buona giornata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dr.ssa Nadia</span></p>
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