<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; immagine di sè</title>
	<atom:link href="http://www.nadiamortara.it/tag/immagine-di-se/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nadiamortara.it</link>
	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 May 2025 17:39:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>L&#8217;importanza dell&#8217;Autostima.</title>
		<link>http://www.nadiamortara.it/limportanza-dellautostima/</link>
		<comments>http://www.nadiamortara.it/limportanza-dellautostima/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 06:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuo]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[immagine di sè]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nadiamortara.it/?p=3851</guid>
		<description><![CDATA[<p>Perchè è importante avere una buona Autostima? Perchè l&#8217;Autostima influenza il nostro modo di vedere non solo noi stessi, ma anche la realtà che ci circonda, ripercuotendosi, dunque, sui nostri atteggiamenti, sulle nostre motivazioni e sui nostri comportamenti e, in un’ottica relazionale, anch...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it/limportanza-dellautostima/">L&#8217;importanza dell&#8217;Autostima.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it"></a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Perchè è importante avere una buona Autostima?</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè l&#8217;Autostima influenza il nostro modo di vedere non solo noi stessi, ma anche la realtà che ci circonda, ripercuotendosi, dunque, sui nostri atteggiamenti, sulle nostre motivazioni e sui nostri comportamenti e, in un’ottica relazionale, anche sulla nostra modalità di porci in interazione con gli altri. Infatti, noi non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo. E come siamo dipende dall’idea e dal valore che attribuiamo a noi stessi, cioè dal nostro livello di Autostima. Ciò che conta non è la realtà, ma il nostro modo di percepirla e valutarla.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale sottolineare che l’Autostima è la misura delle percezione che abbiamo di noi stessi, cioè di ciò che pensiamo di noi e non di come realmente siamo, e che quindi si tratta di un parametro puramente soggettivo, che spesso non corrisponde ai dati che la realtà ci rimanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli studi di questa componente del Sé emerge, infatti, come alcune persone con scarse capacità ostentino una sicurezza in loro stesse granitica ed incrollabile, mentre altri, considerati da tutti come persone di valore, abbiano scarsa fiducia nelle loro possibilità e, paradossalmente, si considerino come persone incapaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Avere una bassa autostima significa non sentirsi sicuri delle proprie qualità, avere un eccessivo timore di sbagliare, non riuscire ad affrontare le situazioni problematiche, perché si è convinti che qualsiasi soluzione trovata sarà assolutamente inadeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scarsa Autostima porta ad associare i risultati negativi esclusivamente alle proprie mancanze, e quelli positivi al caso, minimizzando così il proprio valore.</p>
<p style="text-align: justify;">È comprensibile quindi come una scarsa Autostima possa rappresentare un fattore altamente condizionante e limitativo sulla capacità di scegliere ed agire della persona, che evita così anche quelle opportunità potenzialmente positive, che possono rappresentare delle fonti di gratificazioni necessarie per il suo benessere psicologico ed emotivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che inevitabilmente nasce a seguito di quanto esposto è: “da cosa dipende l’Autostima? Cosa determina nelle persone avere una bassa o un’alta Autostima?”</p>
<p style="text-align: justify;">La concezione del Sé si forma nell’infanzia, a partire dai messaggi verbali e non verbali (comportamenti ed atteggiamenti) che il bambino riceve dalle figure per lui significative (cioè, da chi si prende cura di lui e dalle persone con le quali è coinvolto in interazioni importanti), e che diventano la base per formulare una teoria su di Sé e sulla realtà che lo circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa teoria rappresenta una “lente” attraverso la quale il bambino valuta sé stesso e il mondo; va da sé che se i messaggi ricevuti sono stati d’incoraggiamento, di gratificazione e di comprensione, la probabilità di sviluppare una buona autostima sarà senza dubbio maggiore rispetto all’eventualità in cui si sia stati oggetto di critiche, giudizi e atteggiamenti rigidi ed intransigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quanto scritto, si potrebbe quindi erroneamente concludere che se la nostra infanzia è stata caratterizzata da messaggi appartenenti al secondo dei casi sopracitati, si sarà destinati irrimediabilmente a vivere tutta la vita con una concezione di Sé negativa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ Autostima, tuttavia, non è un concetto statico, ma dinamico, e può quindi essere migliorata e coltivata occupandosi dei seguenti aspetti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Riconoscere ciò che vogliamo e non vogliamo veramente per noi stessi, quali sono i nostri valori fondamentali e i nostri obiettivi (cioè, quanto di ciò che facciamo è espressione dei nostri scopi e quanto invece è ciò che gli altri vogliono?);</li>
<li>Imparare a prendere contatto con il nostro mondo interiore, riconoscendo quali sono le emozioni negative e distruttive responsabili dei nostri blocchi motivazionali che interferiscono con la nostra capacità di agire, e quelle sane e funzionali, cioè le emozioni “terapeutiche”, che ci aiutano e ci sostengono nei momenti di difficoltà;</li>
<li>Modificare l’immagine che abbiamo di noi stessi, che rappresenta il punto di partenza per qualsiasi proposito ed obiettivo che ci fissiamo; un’immagine di Sé negativa boicotta inconsciamente ogni nostro progetto, influendo negativamente sulle sue possibilità di riuscita.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">“Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso.”</p>
<p>(Lucio Anneo Seneca)</p>
<p>Dr.ssa Nadia Mortara</p>
<p>Psicologa psicoterapeuta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it/limportanza-dellautostima/">L&#8217;importanza dell&#8217;Autostima.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it"></a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nadiamortara.it/limportanza-dellautostima/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il pellegrino e i tre spaccapietre</title>
		<link>http://www.nadiamortara.it/il-pellegrino-e-i-tre-spaccapietre/</link>
		<comments>http://www.nadiamortara.it/il-pellegrino-e-i-tre-spaccapietre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 04:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuo]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[immagine di sè]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nadiamortara.it/?p=3763</guid>
		<description><![CDATA[<p>Brevissimo racconto per riflettere&#8230; E&#8217; il nostro atteggiamento verso le cose, il significato che gli attribuiamo che cambia tutto&#8230; Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi. Dopo alcuni giorni di cammino, si ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it/il-pellegrino-e-i-tre-spaccapietre/">Il pellegrino e i tre spaccapietre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it"></a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Brevissimo racconto per riflettere&#8230;</p>
<p>E&#8217; il nostro atteggiamento verso le cose, il significato che gli attribuiamo che cambia tutto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione.<br />
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente.<br />
&#8220;Che cosa fai?&#8221;, chiese il pellegrino.<br />
&#8220;Non lo vedi?&#8221; rispose l&#8217;uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. &#8220;Mi sto ammazzando di fatica&#8221;.<br />
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino.<br />
S&#8217;imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.<br />
&#8220;Che cosa fai?&#8221;, chiese anche a lui, il pellegrino.<br />
&#8220;Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini&#8221;, rispose l&#8217;uomo.<br />
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare.<br />
Giunse quasi in cima alla collina. Là c&#8217;era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità.<br />
&#8220;Che cosa fai?&#8221;, chiese il pellegrino.<br />
&#8220;Non lo vedi?&#8221;, rispose l&#8217;uomo, sorridendo con fierezza. &#8220;Sto costruendo una cattedrale&#8221;.<br />
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.</p>
<p>(Bruno Ferrero).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it/il-pellegrino-e-i-tre-spaccapietre/">Il pellegrino e i tre spaccapietre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.nadiamortara.it"></a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nadiamortara.it/il-pellegrino-e-i-tre-spaccapietre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
