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	<title> &#187; aiuto</title>
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	<description>La felicità dipende dalla qualità dei pensieri</description>
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		<title>L&#8217;Aiuto: quando è soluzione e quando è parte del problema</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 06:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti nel corso della nostra vita attraversiamo momenti in cui abbiamo bisogno di aiuto. Tutti nel corso della nostra vita abbiamo vissuto momenti in cui abbiamo ricevuto aiuto da qualcuno o abbiamo prestato aiuto a qualcuno. Chiedere aiuto non è un gesto di debolezza, anzi, esprime un grande senso ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutti nel corso della nostra vita attraversiamo momenti in cui abbiamo bisogno di aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti nel corso della nostra vita abbiamo vissuto momenti in cui abbiamo ricevuto aiuto da qualcuno o abbiamo prestato aiuto a qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedere aiuto non è un gesto di debolezza, anzi, esprime un grande senso di responsabilità verso se stessi e l’onestà di ammettere che in quel momento, la situazione che stiamo attraversando, è per noi troppo pesante, e che abbiamo bisogno di altre spalle che possano in parte caricarsela e rendercela meno insopportabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Andare avanti da soli, quando ci si sente in grandi difficoltà, non è un gesto di forza, ma di incoscienza e di poco amore verso se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno, infatti, si salva da solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altra parte, chi presta aiuto a qualcuno, compie un gesto di grande valore, che tuttavia non è meno esente da difficoltà e rischi, per se stesso e per l’Altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa significa aiutare davvero qualcuno?  Il termine deriva dal latino adiuvare, composto da Ad (a) Iuvare (giovare), cioè “giovare a qualcuno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiutare significa sostenere con i propri mezzi chi si trova in difficoltà o nell&#8217;impossibilità di fare da solo. Ma se aiutare è un atto nobile e bellissimo, che sta alla base delle relazioni umane, bisogna fare attenzione alle modalità con cui viene prestato. Generalmente, quando una persona arriva a chiedere aiuto, la situazione di sofferenza e di impasse che vive è già molto avanzata, e questo richiede che chi aiuta, in questa prima fase, si attivi in prima persona sostenendo l’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, bisognerebbe sempre monitorare il proprio livello di coinvolgimento all’interno di questa dinamica; la tentazione più grande quando si vede qualcuno in difficoltà, infatti, è quella di sostituirsi a lui/lei nella risoluzione dei suoi problemi. Siamo sicuri che questo significhi giovare davvero a quella persona? Se prendiamo il suo posto, se da una parte la solleviamo dal peso del problema, dall’altra la manteniamo in una condizione di passività e di deresponsabilizzazione rispetto alla sua vita, rimandandole un messaggio (anche se non intenzionale) di svalutazione: “faccio io perché tu non sei in grado”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero aiuto, e quello più efficace, sta nel rendere l’Altro progressivamente indipendente e autonomo, portarlo a comprendere ciò che è giusto per se stesso e quali sono le modalità più appropriate, in base a come è lui/lei ( e non in base a come siamo noi) per arrivare a metterlo in atto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se continuiamo a fare noi il suo pezzo, non lo aiutiamo più, rischiamo di diventare parte del suo problema, e crearne uno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiutare significa trovare una posizione di equilibrio tra 2 estremi, né troppo coinvolti, né troppo distaccati, e comprendere quando è il momento di entrare in scena, ma soprattutto, quando arriva il momento di uscirne. per evitare che diventi una risposta più al nostro bisogno di renderci utili ed essere da questo gratificati, che non una reale necessità dell&#8217;Altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dr.ssa Nadia Mortara</p>
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		<title>L&#8217;Aiutomania: quando aiutare diventa una necessità.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 06:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Nadia Mortara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuo]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno psicologico]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina ho letto un articolo interessante sull’ <em>Aiutomania, </em>rispetto al quale ho fatto alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ <em>Aiutomania</em> è la tendenza patologica ad aiutare gli altri, anche quando gli altri, sebbene in difficoltà, non ce lo richiedano.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiutare gli altri è la cosa più difficile, importante e pericolosa che esista. Esatto, pericolosa, perché quando si aiuta una persona si interviene nella sua vita, si cambia e si condiziona il suo percorso, e per questo è necessario che chi presta aiuto sia lucido e abbia un solido senso di responsabilità, verso se stesso e verso l’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, se non si è saldi e capaci di farlo, si rischia di lasciarsi coinvolgere eccessivamente nella relazione, di venirne “inglobati” e contaminati, con conseguenze imprevedibili e catastrofiche sia sulla salute di chi è coinvolto che su quello della relazione stessa, creando vissuti di frustrazione e di colpa che l’avvelenano, e in casi estremi, la distruggono. (Ad esempio, quando aiutiamo chi non ce lo chiede e ci arrabbiamo se non ci viene mostrata gratitudine).</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo riflettere sul significato delle nostre azioni e sulle motivazioni che le dirigono.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto, importantissimo, non si può aiutare nessuno se prima non si è in grado di aiutare se stessi. Se non si compie questo passaggio, aiutare l’altro può diventare un modo inconsapevole per riparare le proprie proiezioni, che il più delle volte non corrispondono realmente ai bisogni e ai problemi dell’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Paradossalmente, infatti, l’aiuto può essere una forma di egoismo travestita da altruismo, quando risponde esclusivamente al soddisfacimento dei propri bisogni narcisistici, quando l’altro diventa solo un mezzo per nutrire il proprio Ego e alimentare un celato delirio di onnipotenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’aiuto viene prestato con questa attitudine, non vediamo più chi abbiamo davanti, ma il riflesso di noi stessi, e allora l’aiuto diventa un atto pericoloso e controproducente.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiutare è importantissimo. Tutti abbiamo bisogno di aiutare ed essere aiutati, ma bisogna farlo nel modo giusto, partendo da una chiara consapevolezza e da una reale comprensione dei bisogni dell’altro, della sua natura e di quella della sua richiesta di aiuto, che dovrebbe venire esplicitata, onde causare fraintendimenti rischiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto, aiutare efficacemente qualcuno significa avere la capacità fondamentale di vedere nell’altro l’altro, e non noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">(O meglio, non solo noi stessi).</p>
<p style="text-align: justify;">Buona domenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dr.ssa Nadia Mortara</p>
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